GIOCA A FARE DIO

Eruzione da un Buco Nero supermassiccio - osservatorio satellite Chandra

    L’essere umano è parte di quel tutto che noi chiamiamo universo, parte limitata nel tempo e nello spazio. Sentiamo noi stessi, i nostri pensieri e le nostre azioni come qualcosa di separato dal resto. Un tipo di illusione ottica del conscio. Tale illusione è come una prigione per noi,, che ci lega a desideri personali e ad affetti limitati. È nostro compito liberarci da questa prigione, estendendo la nostra sfera di compassione ad abbracciare tutte le creature viventi e la totalità della natura nella sua bellezza. (Albert Einstein, 1954)

Ti sei mai chiesto qual’è lo scopo della vita? Che ci stai a fare qui? Perché noi tutti esistiamo? Certo che sì.

Beh, naturalmente non so la risposta come non la sai neppure tu. Ecco perché ci creiamo tutte queste illusioni teleologiche ed escatologiche, le religioni, le varie divinità e spiritualità - il “wishful thinking” insomma.

Ora però voglio fare una prova. Vedi un po’ che te ne pare...

Gioca a fare Dio.

Quindi: immaginati di essere Dio. Ok, Ok, puoi non credere che Dio esista, ma qua stiamo giocando e allora assecondami. Pensa di essere Dio, e basta. Cosa fai?

Sei l’onnipotente, onnisciente, infinito Essere che semplicemente È. Sono Colui Che È, Eyeh Asher Eyeh, e via di seguito. Sei sempre stato e sempre sarai - non so se rendo l’idea. Attingi a tutte le definizioni di Dio che ti hanno insegnato al Catechismo... Allora cosa fai? Come passi il tempo (che non esiste ancora)?

Le alternative sono poche: puoi rimanere in un continuo stato di beatitudine, naturalmente, e per l’eternità. Ma qua non stiamo esaminando un caso di alternative, o così o cosà. Hai potenza infinita, quindi puoi rimanere in uno stato di continua beatitudine come anche fare altre cose. Allora, che altre cose fai?

Tutto ciò che hai per ora sei solo Tu, l’infinito Tu. Se vuoi provare qualcosa di più, devi prima crearlo. A questo punto, quello che devi fare è decidere cosa creare.

Siccome hai potenza infinita, tanto vale usarla, no? Allora decidi di creare tutto quello che può essere creato. Tutto. Ma per noi ora è meglio pensare questo TUTTO in termini umanamente comprensibili, quindi immaginati una serie infinita di bolle. Ognuna di queste bolle è un universo e uno di questi universi è il nostro.

Ciò che adesso vuoi fare, logicamente, è esplorare questi mondi di sostanza che hai messo in essere. Per te è facile, certo, perché tutto è stato creato da Te come emissione del tuo Essere. Niente altro era disponibile. Quindi, mentre esplori la tua creazione, tu SEI la tua creazione, ogni pietra e ogni forma vivente.

Tale esplorazione è interessante, ma potrebbe forse esserci qualcosa di più da ricercare, da scoprire? Uhmmm...

Vediamo un po’ cosa hai tra le mani (si fa per dire). C’è la beatitudine infinita dalla quale sei emerso e c’è pure la sostanza che hai creato. Ma sono entrambe sufficienti?

Nella beatitudine, che potremmo chiamare paradiso, c’è solo la tua Luce. Non succede molto d’altro, e senza ombre in vista tutto pare un po’ noioso... Come puoi pretendere di riconoscere lo splendore della Luce quando non esiste oscurità con la quale paragonarla e osservarla?

Laggiù, tra i mondi materiali, le cose sono differenti. Ci sono posti di luce e di buio, dove potresti veramente svagarti. Ma l’oscurità è dolorosa e a volte sembra che ci sia solo oscurità e basta.

Oh, se solo ci fosse un altro modo di essere!

Stai per caso aspettando che una tale bolla, un tale mondo emerga?

Da notare che questi mondi che hai creato non sono statici. Sono sistemi viventi, che si evolvono costantemente, che portano in vita infinite possibilità. Col tempo, tu sai che i mondi che veramente desideri emergeranno: mondi di ombra, di chiaroscuro sì, ma perciò mondi nei quali anche la Tua Luce gloriosa verrà riconosciuta.

Sta forse un tale mondo emergendo ora? È forse possibile? Stiamo noi (cioè tu) arrivando a questa nuova forma d’essere? Conducendo le nostre vite quotidiane con tutti i drammi e interazioni che la luce e le ombre forniscono, purtuttavia sempre consci, nel nostro profondo, della Luce gloriosa che può cacciare via il dolore delle ombre - e aiutarci a capire il motivo dell’oscurità?

Che ne pensi?

Ricorda: tu sei parte del tutto e tutto è parte di te. In realtà, sì, tu sei Dio.


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2 Commenti:

A 13/11/07 08:39, Anonymous Francesco Pozzi commenta così...

Ottima posizione.

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Il mio punto di partenza sulla questione teista è il non-cognitivismo: poiché esistono molte religioni, finché un teista non offre una definizione sensata della parola "dio" qualunque posizione in merito a ciò che la parola "dio" starebbe a significare deve essere considerata a-razionale, indecidibile, priva di significato.

Nel caso del cristianesimo (lo stesso vale per ebraismo e islam), se si da retta ad esempio ad un gigante come Sant'Agostino, la parola "dio" semplicemente non può essere né definita né tantomeno compresa: ciò basta per assumere una posizione non-cognitivista a riguardo.

Le definizioni tipiche della teologia confermano: dio è una entità perfetta, infinita, personale, eterna, immutabile, trascendente, onnipotente, onnisciente, onnipresente, buona, santa, giusta. Sì, e dopo aver elencato gli attributi di questa "cosa", non si è detto ancora "cosa" sia. Cos'è? Non viene mai detto.

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Altro discorso la mistica.
Nella storia umana, tanti hanno raggiunto una consapevolezza profonda del reale. Non occorre fare chissà quale tipo di percorso esoterico per arrivare a quella consapevolezza profonda del reale: basta rendersi conto che le "categorie" mentali non hanno consistenza reale, sono finzioni utili a rozze rappresentazioni - soddisfacenti quanto vogliamo nelle nostre piccole vite - ma non ci dicono nulla del reale, il quale è invece non-separabile. Questa consapevolezza la puoi avere qui e ora, gratis.

Il passaggio successivo è quello in cui arrivi a dire: poiché io non sono identificabile in nessuna categoria (neti neti), Io sono il Logos, Io sono Brahman, Io sono Dio. Bene.
Ciò che è è eterno. Mai nato, mai destinato a morire.

Eppure, quiggiù, pur consapevoli della non-separazione del reale, abbiamo solo categorie e divisioni: e allora usarle va bene, credervi no.
Siamo però costretti a vivere in questo mondo di finte separazioni.

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Il passaggio successivo che stai facendo è quello di dire che quiggiù tutto questo casino sta facendo nascere un sistema vivente costituito di esseri viventi e pensanti, interconnessi e comunicanti. E che sarebbe bello se questa multicoscienza cosmica si espandesse a tutto l'universo noto.

Un Dio che nasce dal basso.
Come il Cristo cosmico di Teilhard de Chardin.
(mi sa che però i tuoi autori di riferimento sono cabalisti ebraici, è così?)

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Scusa, rileggendo il testo mi sembra un po' confuso, spero di non essere stato troppo involuto e incomprensibile.
Non ho ancora letto nient'altro su questo blog. L'ho messo tra i preferiti, domani me lo guardo con calma.
Grazie

 
A 13/11/07 22:43, Blogger daubmir commenta così...

Un commento veramente interessante - grazie dell'attenzione, Francesco.

Si', direi che provengo decisamente dalla corrente filosofica cabalistica, sebbene io sia ateo, o perlomeno umanista con visioni meta-spinoziane (ha senso?)

Ho svolto il tema "divino" su un altro mio blog: questo qui - VAGHGGIANDO - e' piu' che altro uno sfogo lirico. Purtroppo detto blog e' in lingua inglese (altramia madrelingua), ma te lo riporto ugualmente:
KINKAZZO BURNING

Sono un maniaco logorroico e produco blog a mitraglia: li puoi consultare anche dall'indice sulla colonna destra del presente.

Ciao, e fammi sapere riesci a leggere in inglese... sarebbe bello, cosi' intavoliamo una discussione sulla Mente Cosmica!
--- si fa per dire.

~K

 

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